Giustizia riparativa e carcere: a Pisa la rassegna su Pietro Leopoldo

Tra storia, testimonianze e criticità del carcere

13/11/2025, Biblioteca dei Cappuccini di Pisa

Iniziativa sulla giustizia riparativa e il carcere oggi, Conoscere da vicino la condizione carceraria e l’applicazione in concreto dei principi di giustizia riparativa per comprenderne le criticità operative che si riscontrano anche a Pisa. La rassegna è inserita nelle celebrazioni dei 260 anni dall’insediamento del Granduca Pietro Leopoldo.

Il primo incontro alla Biblioteca dei Cappuccini ha ospitato Marco Manfredi, storico dell’Università di Pisa che ha inquadrato il contesto nel quale è vissuto Pietro Leopoldo, originario di Vienna, nei primi anni dopo il suo insediamento ha studiato molto e poi a partire dal 1780 ha cominciato a emanare e riordinare il granducato di Toscana con molte riforme, tra le quali quella agraria, dei conventi, contro le superstizioni, la bonifica e il riordino dei fossi, dei fiumi, la sua impronta è importante anche per il codice Leopoldino e l’abolizione della pena di morte, della tortura e delle pene corporali ancor prima della Rivoluzione francese (1789), il primo in assoluto basti pensare che in Europa il Portogallo abolisce la pena di morte solo un secolo dopo nel 1867.

Il codice leopoldino infarcito di molti principi è influenzato dagli scritti di Cesare Beccaria ‘dei delitti e delle pene’ del 1764 ha avuto un successo incredibile con quattro edizioni tra il 1787 al 1790, francesi ed inglesi arrivano a Firenze per lo studio di questo codice. Inoltre grazie a lui viene istituito un solo tribunale dove tutti sono giudicati da un giudice, introducendo delle pene per ogni reato certe e non dipendenti dalle lune dei giudici o del potente di turno, elimina addirittura il reato di lesa maestà e riordina anche le carceri dando il diritto ai detenuti ad avere libri, ore d’aria, visite dai parenti.

La testimonianza (il detenuto) ha sottolineato che chi sbaglia deve pagare ma dignitosamente evidenziando come la Toscana sia oggi un modello per la gestione delle carceri e dei detenuti rispettando il codice penale.

É intervenuta anche, la Garante dei detenuti del Comune di Pisa, Valentina Abu Awwad sottolineando la buona collaborazione con la direttrice del carcere don Bosco e le associazioni di volontariato nonostante la struttura manchi l’igiene, la sicurezza, i bagni sono a vista, c’è sovraffollamento, non esiste un processo riabilitativo mirato e non c’è lavoro nelle carceri. Inoltre nel carcere, spesso il volontario è la famiglia per il detenuto.

A Pisa il 56% dei detenuti è straniero.

L’ iniziativa, promossa dal Centro Studi ICappuccini Acli Persone Comunità in collaborazione con Acli Provinciali di Pisa e Lucca asp, Controluce, Libera Pisa, Ora Legale e Federazione Anziani e Pensionati Acli (FAP) e realizzata con il contributo della Regione Toscana,

L’iniziativa apre il cartellone di “Ripensare la pena. La giustizia riparativa ed il carcere oggi” che vedrà nel mese di novembre altri appuntamenti in programma come un incontro con testimonianze rivolto agli studenti del Liceo Classico Galilei di Pisa a cura di Controluce, Ora Legale e Libera Pisa (26 novembre) con la partecipazione di don Armando Zappolini e due cineforum con dibattito: il primo, il 14 novembre alle ore 17.30 con la proiezione di “La gazza ladra” regia di Robert Guédiguian alla sede Acli Lucca di via Catalani 59 promosso da Circolo Acli Lucca Città e Libera Lucca con la partecipazione di don Andrea Bigalli referente di Libera Toscana; il secondo, il 28 novembre alle ore 21 con la proiezione di “Quasi amici” regia di Olivier Nakache e Eric Toledano promosso dal circolo Acli Pontegrande “Toniolo” di Calci presso la sala Consiliare del Comune di Calci.

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