L’Estate sta per terminare e si può tentare di trarre qualche conclusione sull’ultima stagione turistica in Italia. Tutti sono d’accordo: è stato un grande successo, con aumenti del 4.4% delle presenze nel nostro territorio. Sembra quasi incredibile, con una situazione internazionale non proprio tranquilla e con prezzi in costante aumento! Ma così ci dicono i numeri.
In realtà un’analisi più dettagliata indica che, a fronte di un deciso aumento del 6% delle presenze straniere, gli italiani hanno mostrato un incremento nettamente inferiore, indice di una maggior difficoltà economica che si deve comunque confrontare con una forte e costante volontà di “andare in ferie”. Al di là della buona salute del turismo nel nostro paese, di cui mi rallegro, quello che mi sono chiesto è quanto i nostri coetanei, cioè gli anziani, sono stati coinvolti in questo successo.
Per questo tipo di indagine, mi sono fatto aiutare da ChatGPT che pazientemente ha fornito numeri e confronti permettendo una visione più articolata del turismo senior, con interessanti implicazioni sociali e politiche.
Nel turismo estivo 2026 la componente senior è risultata importante, ma bisogna distinguere tra il suo peso nel numero dei viaggiatori ed il suo contributo alla crescita complessiva del turismo.
Secondo i dati diffusi da Confturismo, nell’estate 2026 il profilo dei viaggiatori over 65 comprende circa 9,5 milioni di italiani. Di questi, circa 7 su 10 effettuano almeno una vacanza lunga. Il budget medio dichiarato è di circa 1.237 euro a persona.
Questo significa che:
· 9,5 milioni di potenziali viaggiatori senior;
- circa 6,6 milioni fanno almeno una vacanza lunga;
- la spesa potenziale associata al segmento è dell’ordine di 11-12 miliardi di euro, se si moltiplica il numero per il budget medio indicato;
- il senior privilegia soprattutto l’Italia, il relax, il benessere e le esperienze culturali;
- utilizza spesso seconde case, ospitalità di amici e parenti, quindi una parte della sua attività turistica non compare direttamente nelle statistiche degli alberghi.
Considerando quest’ultimo punto ci potremmo chiedere quanto il viaggiatore senior faccia realmente crescere il turismo classico. Qui la risposta è più articolata. Ritornando ai numeri, il turismo in Italia nel 2026 è cresciuto sensibilmente: a luglio + 4,4% rispetto al luglio 2025; gli italiani a +2,3%, mentre gli stranieri sono addirittura a +6%. Anche il primo trimestre 2026 aveva mostrato una dinamica in crescita: +7,5% delle presenze complessive, con gli stranieri a +12,3% e gli italiani a +2,2%.
Quindi la crescita del turismo è trainata soprattutto dagli stranieri.
Questo non significa però che il turismo senior sia marginale. Anzi, il vero ruolo dei senior consiste principalmente nella “destagionalizzazione” delle vacanze. Il turista senior non è necessariamente quello che fa aumentare maggiormente il picco di agosto. È invece un turista particolarmente importante per allungare la stagione turistica.
Il senior:
- ha generalmente maggiore disponibilità di tempo;
- può viaggiare anche a giugno, settembre e ottobre;
- cerca meno il turismo “mordi e fuggi”;
- predilige località tranquille, cultura, terme, natura e benessere;
- tende a scegliere strutture affidabili e destinazioni già conosciute.
E infatti nel 2026 si sta rafforzando proprio la destagionalizzazione: Federturismo segnala che settembre sta diventando sempre più un mese importante per le vacanze, grazie a prezzi più competitivi, minore affollamento e condizioni climatiche più favorevoli.
C’è però una contraddizione importante. Il segmento senior è anche quello più vulnerabile economicamente.
Un’indagine Federalberghi/Tecnè evidenzia infatti che gli over 65 e i pensionati sono tra le categorie che più frequentemente rinunciano alle vacanze: in queste fasce la quota di chi rimane a casa per tutta l’estate arriva fino al 67%.
Quindi abbiamo contemporaneamente 9,5 milioni di senior potenzialmente molto interessanti per il turismo, ma anche una parte consistente di anziani che non può permettersi di viaggiare.
Questo duplice aspetto ha importanti implicazioni di carattere sociale, e stimolare la società civile e la politica allo sviluppo di nuove strategie per la terza età.
Il turismo senior non dovrebbe essere considerato soltanto come un segmento commerciale del mercato turistico. Dovrebbe essere considerarlo invece come una delle politiche attive per una terza età più lunga e più partecipata.
Per esempio:
| Senior | Esigenza | Opportunità |
| Pensionato con buone disponibilità | Viaggiare | Turismo culturale e naturalistico |
| Pensionato con reddito medio | Vacanze accessibili | Turismo sociale |
| Senior solo | Socialità | Vacanze di gruppo |
| Senior fragile | Sicurezza e assistenza | Turismo accessibile |
| Senior con esigenze sanitarie | Benessere | Turismo termale e sanitario |
| Senior attivo | Esperienze | Volontariato, cultura, camminate |
| Senior fuori stagione | Evitare caldo e folla | Giugno/settembre/ottobre |
Quindi, se stiamo ragionando sulla “nuova strategia per la terza età”, il turismo potrebbe diventare una componente importante della politica sociale per gli anziani, non semplicemente un’attività ricreativa.
E c’è un’altra considerazione interessante: l’estate 2026 ha generato circa 20,4 miliardi di euro di spesa turistica nei soli luglio e agosto, secondo le stime Demoskopika. Il segmento senior, con 9,5 milioni di potenziali viaggiatori e un budget medio di 1.237 euro, rappresenta quindi un mercato di dimensioni tali da meritare grande attenzione e specifiche politiche di intervento.